Riflessioni: La Corona perduta

Aggiornato il: apr 5

La Torre - Arcano Maggiore numero XVI dei Tarocchi di Wirth

Una folgore poderosa proveniente dal Sole colpisce una Torre e in parte la distrugge, due figure vengono scaraventate dall'alto dell’edificio e precipitano verso il suolo.

Parliamo dell’Arcano n.XVI “La Torre”, della sequenza degli Arcani Maggiori di Wirth, anche qui come già fatto in più occasioni, desidero precisare che i Tarocchi non predico il futuro, ma in quanto Archetipi appartengono a quello che C.G. Jung definì l’inconscio collettivo, il bagaglio ancestrale che condiziona i pensieri e le azioni degli esseri umani, ma allo stesso tempo consente loro di aprirsi al mondo.

Riportando l’attenzione all'Arcano numero XVI proviamo ad osservarlo attentamente, chiedendoci in che modo questa carta parli al nostro inconscio. Quale messaggio trasmette attraverso il suo simbolismo alla nostra parte più profonda?

Con molta probabilità tenderemo immediatamente ad interpretarla come la rappresentazione di una catastrofe, un fallimento, la rovina, il male che prevale sul bene oppure una caduta per eccesso di ambizione, qualunque sia l’interpretazione si tratta indubbiamente di un evento che potrebbe scuotere profondamente le nostre fondamenta.

Diciamo che, in una prima lettura, non è sicuramente un arcano che trasmette serenità, in effetti, ne “La Torre” il fulmine capovolge violentemente le sorti dei due personaggi, è un momento di grande pericolo che in chiave metaforica si potrebbe interpretare come una profonda crisi dell’Ego dovuta al crollo delle illusioni e alla distruzione delle gabbie mentali alle quali gli esseri umani tendono ad essere agganciati.

Immaginiamo ora di essere nei panni dei due personaggi, come ci sentiremmo se all'improvviso il caos entrasse nella nostra vita, l’effetto non sarebbe lo smarrimento e la perdita di riferimenti? L’impatto fulmineo ci scaraventerebbe fuori dalla sfera di confort, cioè, da quell'insieme di abitudini e sicurezze, attraverso le quali controlliamo la nostra vita, gettandoci nella paura e nello sconforto.

Però, non sempre, un cambiamento improvviso e radicale va interpretato come qualcosa di ostile e sfavorevole, molto spesso una volta superato il pericolo contingente, voltandoci indietro potremmo renderci conto di esserne usciti trasformati sicuramente in meglio, nonostante l’impatto negativo iniziale. Ci renderemo conto che dopo essere stati sbalzati fuori dalla zona di confort di aver raggiunto una fioritura di coscienza, grazie allo sviluppo della resilienza e alla capacità di gestire la paura e le difficoltà.

L’esperienza de “La Torre”, dunque, rappresenta una tappa inizialmente devastante, ma che una volta superata, può consentire all'individuo di sbarazzarsi dalle costruzioni del passato, dalle strutture che costruisce per difendersi o nascondersi, dalle false apparenze e dai falsi valori per raggiungere uno stato di maggiore autenticità e verità.

Passiamo ora dalla dimensione individuale a quella collettiva e si individuerà il motivo per il quale ho pensato di scrivere sull'arcano n.XVI, denominata anche “La casa di Dio”. Osservando ancora una volta la carta e concentrando la nostra attenzione sull'edificio, qual è la parte che viene distrutta? La parte superiore, la parte della corona… fare un collegamento con il momento presente è stato per me immediato, il fulmine si scaglia sull'Ego dell’umanità e gli toglie la Corona, frenandone l’arroganza e riportandola all'umiltà e al suolo, quindi alla Terra.

A ben vedere non è quello che sta succedendo?

Rivolgendo lo sguardo al presente, stiamo tutti vivendo un momento estremamente difficile dovuto al diffondersi della pandemia del covid-19, che ha gettato molti di noi nella paura, nella malattia e nello spaesamento ed è probabile che, l’intensità di paura e smarrimento sia più devastante per coloro che risiedevano in cima alla Torre, nella corona, cioè nel regno della ragione, con un nutrito bagaglio di convinzioni superate, che richiedono un impellente bisogno di ripensamento, ma nel contempo, la pandemia sta richiamando l’attenzione di molti alla Terra e verso tutto ciò che non volevamo vedere o facevamo finta di non vedere: stili di vita ansiogeni e insoddisfacenti, l’inquinamento, lo scioglimento dei ghiacci, le estinzioni delle specie, sistemi politici ed economici da riconsiderare e molto altro.

Dunque, se seguiamo il messaggio dell’Arcano n.XVI, sarà molto importante mettere a frutto l’esperienza della caduta e invece di farsi bloccare dallo sgomento, bisognerà saperne coglierne l’opportunità per riflettere e trarne insegnamento, per svegliarsi dall'illusione dell’Ego e con calma, senza perdere la testa, ritrovare la vera essenza delle cose, di noi stessi, dell’umanità, della natura e dare, così, una svolta al nostro futuro creando nuovi modelli di economia, di consumo e di comportamento più sostenibili.

Forse è arrivato il momento del Coraggio!… e superata l’angoscia, con il cuore in agio, lanciamoci a sperimentare cose nuove che non avremmo mai immaginato.

Un momento difficile oltre il quale bisogna passare per evolvere… quindi fondamentalmente “positivo”, si riparte! E allora il mio augurio per tutti noi è: Buona Rinascita!

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